
Elezioni Politiche 2022: i dati finali
Con i dati presentati dal Viminale, è il momento di fare una panoramica più accurata del voto del 25 settembre scorso, che ha delineato la composizione del parlamento per la XIX legislatura. Resta inteso che i dati presentati dal ministero dell’Interno sono comunque ufficiosi, in quanto la ripartizione definitiva e la successiva proclamazione ufficiale degli eletti dovrà essere effettuata – ai sensi delle disposizioni vigenti – dal predetto Ufficio Elettorale Centrale nazionale della Cassazione e dai competenti Uffici presso le Corti di Appello.
Il boom di Fratelli d’Italia
Di certo c’è la conferma dell’exploit di Fratelli d’Italia: con il 26% di consensi registra un +21,7% e un incremento di quasi 6 milioni di voti rispetto al 2018, i quali, in termini percentuali di quantità di voti, valgono un +410,4%. Tutti gli altri partiti hanno perso invece appeal alle urne: PD (-0,2% sul 2018), Movimento 5 Stelle (-17,3%), Lega (-8,8%) e Forza Italia (-5,9%). Sono invece inedite le alleanze Verdi-Sinistra Italiana e Azione-Italia Viva.
Astensionismo record anche nei confronti dei competitor europei
Un altro problema che sembra ormai assolutamente fuori controllo è quello dell’astensionismo: dalle elezioni politiche del 2006 a quelle del 25 settembre, l’affluenza alle urne è crollata a picco con un -20%. In particolare, se nel 2006 si era attestata all’83,6% per poi scendere già dopo due anni all’80,5%, nel 2013 si fermava al 75,2% per poi scendere ulteriormente al 72,9 nel 2018. Fino ad arrivare, appunto, al tracollo recente, quando è scesa al 63,9%.
Un dato reso ancora più rilevante se paragonato a quello dei principali competitor europei dell’Italia. In Spagna le ultime elezioni nazionali hanno richiamato un’affluenza del 69,9%, mentre nel Regno Unito del 67,3%. In Germania è stata al 76,8% mentre in Francia (primo turno delle Presidenziali) al 73,7%.
Cosa succede adesso
La timeline ipotetica per l’insediamento del nuovo Parlamento (rinnovato non solo nella composizione, ma anche nel numero dei membri dopo il taglio da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi) e per la formazione del nuovo Governo.