
Manovra Meloni oggi in Cdm: taglio cuneo fiscale, caro-energia, flat tax. Le proposte
Il governo Meloni verso un manovra da 32 miliardi di euro.
Oggi (21 novembre) in Consiglio dei Ministri si discute la Legge di Bilancio 2023.
L’unica certezza è che due terzi delle risorse, circa 21 miliardi in deficit, saranno destinati a tutelare le famiglie e le imprese dal caro-energia con una serie di aiuti che vanno dai crediti di imposta per le imprese allo sconto benzina. Per quanto riguarda i crediti d’imposta, l’ipotesi è di portarli dal 30 al 35% per le piccole attività commerciali. Possibile anche che salga dal 40 al 45% quello per le imprese.
Il cuneo fiscale
L’obiettivo del governo è quello di tagliare il cuneo fiscale di tre punti. La misura avrebbe un costo di 5 miliardi. Resta il taglio di due punti per i redditi fino a 35mila euro dunque e il taglio potrebbe essere incrementato di un altro punto per chi percepisce un reddito inferiore a 20mila euro.
Il ministro Giorgetti ha dichiarato che: “La misura del cuneo fiscale non è attualmente finanziata per il 2023. Volontà del governo è non solo finanziarla e quindi rinnovarla per il prossimo anno, ma anche aumentarla per i redditi più bassi dei lavoratori”.
Le risorse necessarie per finanziare il taglio del cuneo fiscale dovrebbero in parte arrivare dal taglio del reddito di cittadinanza. Tra le proposte, quella di ridurre il sussidio a chi rifiuta un lavoro e quella di toglierlo agli occupabili (con una fase transitoria di 6 mesi) dopo la prima scadenza.
Le misure in manovra
Sembra confermata la decisione di portare la flat-tax da 65mila euro a 85mila euro per partite Iva e autonomi.
Anche la pace fiscale sembra essere stata notevolmente ridimensionata: ormai si parla solo delle cartelle sotto i mille euro, che potrebbero essere cancellate in un nuovo condono.
In manovra ci dovrebbe essere un ritocco all’assegno unico per favorire le famiglie numerose e spunta l’ipotesi di azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte.
Nella manovra è atteso anche l’aumento dell’assegno unico familiare. La proposta è di raddoppiare da 100 a 200 euro la maggiorazione per i nuclei con 4 o più figli e di garantire 100 euro in più per i figli gemelli, più un intervento sui congedi familiari.
Sulle pensioni sembra esserci l’accordo. Nel 2023, al posto di Quota 102 (64 anni d’età e 38 di contributi) ci sarà Quota 103: si potrà lasciare il lavoro a 62 anni con 41 di contributi.